martedì 9 maggio 2017

Destatevi!

Ti è mai capitato di criticare qualcuno per come si veste o per la pettinatura, per il colore delle scarpe piuttosto che per il suo atteggiamento? Magari a distanza di anni, se ti fermi un attimo a pensarci, ti ritrovi con le stesse scarpe addosso o con quella stessa pettinatura... un caso?
Ora destati, non puoi restare per sempre a dormire, non puoi sognare che tutto vada bene mentre va a rotoli. Sei esattamente dove vorresti essere oppure qualcuno ti ci ha portato lentamente?
La cosa che forse hai sottovalutato è che qualcuno ti sta accompagnando per mano alla tua disfatta, lenta e inconsapevole, manovrato gentilmente da chi è più forte e intelligente.

Vuoi che ti faccia un esempio "banale"? La sera, davanti alla tv, aspetti un film e, subito dopo aver letto i titoli di testa o semplicemente il titolo del film, ecco che compare la pubblicità, 45 secondi o poco più scanditi in quel preciso momento. Cambi canale? Rinunci al film? Attendi semplicemente?
Sono tutte possibilità che, solitamente, si concludono con l'attesa, del resto stavi aspettando proprio quel film...ma, ti faccio un altro esempio...a che ora inizia il film? Una volta verso le 20.30, col tempo alle 20.45 e poi 21.00, eppure adesso siamo arrivati alle 21.30, credi che sia tutto casuale? Le nostre abitudini stanno cambiando nel tempo, lentamente e qualcuno si prende la briga di farcele cambiare. Ci rigirano la frittata dicendoci che è per il nostro bene, ma allo stesso tempo qualcuno ha veramente deciso di farci prendere una piega del tutto inaspettata per noi.

Crediamo di conoscerci ma non ci conosciamo abbastanza e ci limitiamo a fare quel che ci viene detto, compreso il forsennato uso dei cellulari e della tecnologia, tralasciando la comunicazione e l'aggregazione con gli altri essere simili. Non è un caso, è semplicemente una manipolazione.
Puoi riflettere, puoi ancora fare qualcosa. Semplicemente pensa. Se ci riesci, ogni tanto, spegni il cellulare, tanto non chiamerà nessuno e nessuno ti manderà un messaggio così importante. Spegni il cellulare e accendi la mente, guardati intorno, rifletti sulla tua vita, su come e cosa vuoi essere.
Non lasciare che gli altri ti modifichino, ma sii artefice di te stesso.

Sarebbe bello un mondo in cui tutte le regole che ci hanno dato venissero meno, poter vivere liberi senza legami, senza inutili distrazioni, poter condividere i sentimenti liberamente senza i soprusi di una società malsana.

Ora, destati! Apri gli occhi. Puoi ancora vincere la paura, puoi liberarti dalle catene, puoi ancora creare un mondo in cui qualcuno ti ama davvero, piuttosto che inviarti un messaggio su Facebook o condividere un video o farneticare assurdità sul mondo.

Destati...

giovedì 17 marzo 2016

Un nuovo percorso...

La vita ci porta sempre ad affrontare nuove sfide, il famoso "oro che si purifica col fuoco" e che può luccicare di più solo quando esce vittorioso dalla sua lotta. Incontriamo persone che in qualche modo vivono la nostra vita e noi le loro, diventando per noi mezzi di trasporto, mezzi di comunicazione. Trasportiamo emozioni e parole, sentimenti e sguardi che si perdono a volte, ma altre si mescolano per produrre profonde sensazioni.
Ecco, io ho vissuto molti anni in questo modo e continuo ancora a viverli. Attraverso gli sguardi delle persone che conosco, dalle loro strette di mano, dai loro sorrisi, riesco a vivere quei sentimenti che porto gelosamente nel cuore. Ciascuno mi dona una piccola parte preziosa per me, come io dono una parte piccola ma importante di me stesso. In questo gioco di scambio, ognuno alla fine porta in sé il ricordo e la gioia di aver migliorato e ampliato la propria anima e il proprio cuore. Adesso si apre davanti un nuovo cammino, da percorrere con semplicità e a testa alta, sempre e comunque. Non dimenticando mai il senso delle persone e delle anime che ho incrociato. So che ci saranno tempeste e schiarite, pioggia e sereno, nuvole e sole, ma il cammino è fatto di questo, di novità e di aperture, all'infinito.
Il mio cammino finisce ma ricomincia, inizia dal termine del precedente e continua la mia piccola e semplice anima a respirare dell'emozione che, chiunque incontrerò sul nuovo percorso, mi vorrà donare...

Sempre avanti, mi hanno detto spesso, sempre avanti col sorriso ben aperto e col cuore in ascolto!

venerdì 26 febbraio 2016

E gli tenevo la mano

Chissà cosa c'è dopo la morte. Nessuno lo sa. Chi se n'è andato non può dircelo, non possiamo saperlo. Io spero ci sia qualcosa di meglio, serenità, un contesto di privilegi per tutti, niente guerre o dispute. Mi piace immaginarlo così. Mio padre se n'è andato, anche lui me lo immagino sereno e felice da qualche parte, fluttuante e sorridente come non lo è mai stato. Ha sofferto molto, troppo e quello che ha lasciato nonostante la sua decennale malattia è silenzio. Dentro il cuore di chi vuole bene gli altri resta solo silenzio, quando li perdiamo, dolore e silenzio che non si può descrivere.
Mentre a letto soffriva io ero lì e gli tenevo la mano, non potevo fare altro. Gli accarezzavo il volto e gli tenevo la mano come a trasformare i ruoli di padre in figlio e viceversa. Questa è l'atrocità della vita, del nostro assurdo destino. Ripenso al suo atteggiamento, dolore, agonia, lamenti, i suoi movimenti molto simili ad un feto, la sua posizione scolpita nella mia mente. Forse il mistero è lì, morire per rinascere, ricrescere, rivivere in qualche modo. Il suo fiato, sì, ricordo anche il suo fiato, come tantissimi anni fa, come fosse tornato bambino e il profumo del suo alito si fosse trasformato in quello del nuovo bambino che sarebbe nato.
Lo spero, sì, io spero che da qualche parte abbia potuto gioire e rinascere, sorridere e vivere, respirare.
Il resto è ancora silenzio che porto gelosamente dentro di me e che in qualche modo condivido con lui...

giovedì 13 agosto 2015

 E poi mi fermo a pensare...
Ormai lo faccio praticamente da sempre, non riesco a smettere, dovrei pentirmene.
Continuo a cercare un senso all'esistenza, la mia soprattutto. Non trovo risposte.
Mi sento come un detrito su un fiume, che mi lascia scorrere via, lentamente.
La vita mi sorride, non sono triste, non infelice, al contrario, vivo e sorrido.
Eppure rimane sempre quel pensiero, quel senso incompreso delle cose e del mondo.
Da dove vengo, dove vado, immaginando che dopo ci siano solo un'immensità di cose,
di parole, di pensieri, piuttosto che il solito inesorabile silenzio.
Scorro le pagine delle mail, di facebook, spesso senza sorriso, come se le miriadi di
notizie fossero lì solo per assillare chi legge. Miriadi di cazzate, parole e parole buttate giù con una certa presunzione, seguite solo da altrettanti presuntuosi silenzi e dalla stupidità.
L'arte, quella vera, si sta perdendo. Una volta pensavo di farne parte, ora comprendo che l'arte è qualcosa di inarrivabile ed io non sono abbastanza artista per farne parte. Faccio altro, mi dedico ad altro. Ho letto diversi libri ultimamente e mi sono chiesto come mai anche io scrivo...non si va da nessuna parte ad esprimere bene un concetto, vendono gli stolti, quelli che hanno le strade spianate. La musica? Mi chiedo dove sia finita e anche i miei pensieri, che fatico sempre più ad esprimere, si stanno perdendo perché non hanno un senso finale. La freddezza si sta spargendo altrettanto rapidamente quanto la tecnologia, i cellulari, i messaggi...ma se poi hai un cellulare e non mandi messaggi a nessuno?! Non so dove possiamo arrivare, chiudendo la comunicazione, in contatto con tutti ma profondamente soli con noi stessi. Un libro aperto, per chi legge, uno chiuso per chi ovviamente non vuole leggere. Non c'è bisogno di cercare tra le righe, ormai ho imparato a rispondere alle domande, apertamente e senza timore. La reazione alla risposta, quella non la conosco, ma almeno avrò avuto la possibilità di essere me stesso. La cattiveria sta prendendo piede e conquisterà presto il mondo. Tutti quelli "buoni", al momento e nel futuro prossimo, sono destinati a perire. Spero non faccia male, spero di salvarmi in qualche modo...

mercoledì 10 giugno 2015

Se mi fermo

E' in discutibile il fatto che il mondo ruoti e con lui corra tutta la popolazione. In un modo o in un altro, in una direzione o l'altra, tutti vanno avanti in modo frenetico. Mi sono chiesto più volte perché ma non sono riuscito mai a darmi una risposta. Cresciamo e in qualche modo dobbiamo raggiungere delle finalità che ci imponiamo ogni giorno.
Eppure a volte io resto in ascolto. Penso.
Se mi fermo mi ritrovo ad osservare un mondo frenetico che corre, corre e corre non si sa bene per quale motivo. Corre per superare gli altri e sé stesso. Corre per scavalcare i livelli e raggiungere la vetta, corre per sentirsi in qualche modo appagato dalla propria potenza e realizzazione.
Non solo ho ricevuto molteplici volte delle porte sbattute in faccia, ma ho preso coscienza del fatto che a volte non ce la faccio, non riesco, semplicemente non ci sono riuscito. In molte cose mi sono lasciato andare, arreso, deluso. Ma grazie a questo, ho potuto conoscere altre sfumature del mondo, altre persone, altri pensieri che prima non mi sfioravano lontanamente.
Il mondo sfreccia ed io, a volte, mi lascio spettinare dal suo rapido passaggio.
Altre volte tento di correre anche io, sorridendo per l'assurdità di certe sfide, di quei momenti che tutti desiderano la stessa cosa, il potere, l'arrivo, quando sarebbe più che sufficiente fermarsi e godersi il panorama.
Siamo come involucri da riempire e non siamo mai abbastanza pieni, di esperienze, di sentimenti, di cultura e di emozioni. A volte mi sento pronto a chiudere la scatola, come se non volessi più continuare a correre e mettere dentro qualsiasi cosa mi capiti sul cammino. Pazzia? Forse.
Riflessione, sicuramente. Riflettere per vivere meglio e per accontentarsi di quel che si ha e dove si è.
La solita equazione: se c'è chi sta peggio di me, allora io sono fortunato.
Non tutti la pensano così, anzi, credo proprio che i principi fondamentali dello sviluppo mondiale siano di idea differente. Non credo di essere l'unico a fermarmi, il solo in un angolo ad osservare tutto. Non giudicatemi se sono diverso, in un mondo dove sembra ci si debba conformare per forza.
Sono solo un piccolo pensiero, piccolo e delicato, in disparte, che ha solo voglia di restare in silenzio!

giovedì 31 luglio 2014

Anime Innamorate

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“Non è mai semplice scrivere su un foglio di carta bianco”, è una frase alla quale penso spesso. L’ha pronunciata mio fratello, una volta, quando ha letto uno dei miei libri. Forse avrebbe voluto congratularsi, ma non trovando le parole, probabilmente voleva incoraggiarmi a non smettere di scrivere. Ho continuato infatti.

Anime Innamorate narra una storia d’amore, due anime che si inseguono nel tempo. Il libro è diviso in tre capitoli.

Il primo si svolge nel 496 in Scozia, l’età del ferro nel medioevo con il popolo dei Pitti, guerrieri e sadici, alla conquista del territorio. In questo scenario di guerra si incontreranno, per la prima volta, i due innamorati. Lotteranno per un destino avverso e si spingeranno oltre la morte per riunirsi.

Il secondo capitolo, ambientato in Francia, soprattutto al palazzo di Versailles nel 1770, sotto il dominio della regina Maria Antonietta, svelando intrighi e continui colpi di scena che alimenteranno la storia delle due anime, sempre più vicine. Combatteranno ancora una volta per raggiungere la loro unione.

Il terzo capitolo si svolge a Verona ai nostri giorni. Lo scenario è ovviamente più attuale ma ricco di sorprese che renderanno la storia sempre molto intrigante e ricca di riferimenti ai capitoli precedenti.

Potete leggere l’anteprima a questo indirizzo: anteprima.

lunedì 2 settembre 2013

Un tema “scottante”

Il mio nuovo libro, uscito da pochissimo MFSG, tratta un tema scottante, almeno così credo e non solo io. Purtroppo nonostante la tecnologia, l’avanguardia in moltissimi campi, rimaniamo molto statici su alcuni temi difficili, dall’omosessualità alla violenza sulle donne, dalla lotta per i diritti fino alla terribile costruzione di nuove armi per la guerra. Moralismi? No. Semplicemente una riflessione su uno dei temi più controversi dei nostri tempi, uno di quelli sui quali ancora ci sono troppe idee discordanti. L’omosessualità in questo libro viene affrontata proprio nel momento in cui il protagonista tenta di dichiararsi alla madre, la quale è sempre sfuggente e non vuole ascoltare. E’ un libro ironico, anche se mette in risalto anche momenti drammatici, ma non dimentica l’ironia nell’affrontare un tema che tutti o quasi conoscono ma che spesso ignorano. Molti si chiedono come dire certe cose ai propri genitori, non vorrei certo prendermi i meriti per l’idea, peccherei di presunzione, ma potrebbe semplicemente bastare un libro da far leggere, ai genitori per capire, ai nostri figli affinché si rendano conto che il mondo cambia e non è necessario che tentino il suicidio per una cosa del genere. Dovrebbero solo riflettere e aprirsi senza paura. La reazione iniziale non è mai giusta, buona e ci si potrebbe sentire soli, ma col tempo la gente, la famiglia può amare i propri figli ascoltandoli in quanto tali, a prescindere dai loro gusti sessuali, ambientali, culturali. Un racconto intenso, accompagnato da una colonna sonora pensata, vissuta, fino all’esplosione finale.

venerdì 15 marzo 2013

Cambiare

Ci sono persone che non cambieranno mai, che non capiranno mai; si ostinano a vivere dentro un mondo fatto su misura che non diviene ma rimane immutato nel tempo, fuggendo la realtà e lasciandosi alle spalle ogni possibile margine di errore. Forse occorre dare qualche possibilità in più a noi stessi, cambiare atteggiamento e idea sugli altri. Quante volte l’ho fatto. Ho perso il conto ormai. Ma non è servito. Alcune persone si ostinano a rimanere le stesse e alla base di tutto, ho imparato a mie spese, c’è il desiderio di stare insieme, vicini, amici. L’amicizia è diventata una parola troppo astratta e la paura che il mondo sia diventato cinico e distaccato purtroppo è sempre più attuale. Ed io scrivo.

Sento il cambiamento entrare a far parte del mio presente, come una lama si avvicina fredda alla pelle. C’è un filo di pessimismo nel mio discorso, ne sono consapevole, ma c’è anche tantissima speranza. Spero nel futuro che verrà, nel mondo che ancora devo conoscere e nelle possibilità che la forza suprema vorrà darmi. Spero che ci sia davvero qualcosa di migliore, gente migliore, capace di comprendermi, capace di volermi bene per come io spesso e gratuitamente ne voglio.

A volte occorre però distaccarsi dalla consuetudine, per comprendere chi siamo veramente, aspettando che qualcuno ci contatti solo per capire se ci tiene a noi; e quando il silenzio si fa possente non ci rimane altro che tacere ed andare avanti, ancora una volta a testa alta, ancora una volta con la speranza di cambiare per un futuro felice.

domenica 10 febbraio 2013

La speranza nel viaggio

Spesso si è convinti che un viaggio possa portare buone nuove. Succede soprattutto quando si vuole in un certo senso scappare dalla realtà, un po’ come accade ogni fine anno: si pensa sempre che il nuovo anno possa portare dei profondi cambiamenti nella vita di ciascuno. Bisogna però comprendere che non sempre è semplice o possibile che accada.

Soave (17) Il tramonto ci mostra qualcosa che di solito non notiamo: la semplicità delle cose che ci circondano. E non solo questo; riesce ad illustrare le stesse cose sotto una luce diversa, che ci affascina ma che non comprendiamo a volte. Io continuo a scrivere e ricevere silenzi, fin qui qualcosa di “normale” per me. Ma prima o poi, quando davvero verrà fuori il vero significato di tutto questo, allora sarà sicuramente un viaggio a portarmi davanti nuove sfide, per comprendere cosa c’è oltre tutto quello che vivo in questi momenti. La gente non capisce o capisce appena. Il tramonto porterà sicuramente una luce diversa nelle cose di tutti i giorni ed io, ancora una volta, sarò pronto a scontrarmi con la realtà futura.

sabato 9 febbraio 2013

Il silenzioso dolore

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E’ lento, quasi percettibile il silenzio che scorre dentro e fuori. Si avvicina alle spalle, da dietro ma con moderazione e mentre cerchi di cacciarlo in qualche modo ne rimani affascinato al punto da voltarti e abbracciarlo. Ormai sono anni che collaboriamo, io e il silenzio! E’ quell’alone che patina la mia vita ed è sempre stato lì, voleva solo che io lo comprendessi. Non so se ho ancora capito la sua presenza, ma sicuramente tutto il dolore che lo circonda e che in fondo sopporto, serve a qualcosa che concretamente non ho del tutto accettato. Ero chiuso e mi sono aperto, questo è sicuro e mi sono aperto anche a lui. Ho teso le braccia e come una lama rovente mi ha colpito il cuore. Adesso il rimbombo del cuore nelle orecchie è divenuto qualcosa che posso modificare come meglio credo. E’ sempre silenzio, ma sembra che io ne faccia parte in qualche strano modo. Così come il dolore che da sempre provo e non so bene perché. Tutto si mescola perfettamente e improvvisamente mi arriva qualcuno, un estraneo, una mano proprio quando non te lo aspetti. Arriva e ti accarezza, ti fa sapere che qualcuno o qualcosa ti osserva e si compiace del tuo operato. Proprio questa mattina, nel mio lavoro, sono rimasto colpito dal gesto di un anziano che assisto, con un gesto inconsueto mentre io ero completamente immerso nella mia tristezza improvvisa, mi ha sorriso e poi con lo sguardo intenso mi ha baciato la mano. La sua dolcezza, la sua delicatezza, è una delle cose che mi ha davvero colmato il cuore da un lato e straziato dall’altro. La sua indifesa condizione, imparziale, che nulla vuole e che nulla pretende, il suo gesto semplice ma spontaneo è una delle cose più belle che si possano ricevere. In quel contesto il mio silenzio e il mio dolore assieme al suo si sono fusi insieme. Qualcosa di tenero e impercettibilmente profondo.

Io lotto ogni giorno alla ricerca di una posizione e naturalmente la canzone giusta o sbagliata fa la differenza. Ancora una volta la voce di Alex e la sua “Sei dentro di me” mi tormenta, mi sconfigge e ripiombo in quello strano fenomeno che si chiama oblio. Spero che il sole scaldi un giorno il mio silenzio e lo illumini e che assieme a lui illumini anche me…

martedì 15 gennaio 2013

Il passaggio

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C’era qualcosa nell’aria. Non so come definirlo. Sembrava il timore che accadesse qualcosa, qualcosa come un disastro, proprio come le profezie che ci hanno turbato e tutte le idee che finalmente gli alieni venissero a farsi vedere… E invece non è successo proprio niente. Dicono che il cambiamento o il passaggio avvenga dentro di noi, ciascuno di noi e chissà. So solamente che mi sono ritrovato davanti questo scenario, il solito arretrato scenario che mi ha riportato dentro un milione di emozioni. Così ho cominciato la mia ricerca: trovare i pochi superstiti di questa mia esistenza. Ho avuto delle risposte, improvvise e contrastanti, ma sono bastate a capire che il cambiamento e il passaggio avviene solo se noi lo vogliamo. Così ho ritrovato persone e amici che avevo messo in un angolo, solo per ritrovare davvero me stesso nel silenzio. Il silenzio, già, quello che mi perseguita e che non mi abbandona mai. Ho cambiato anche la prospettiva e la percezione del silenzio ultimamente… adesso quando sto in silenzio trovo anche il battito del mio cuore che mi pulsa nell’orecchio sinistro e mi accompagna coprendo il solitario fruscio che udivo fino a qualche tempo fa. Certe volte ancora mi domando cosa scrivo a fare. La risposta non la posso comprendere ed è un po’ come quando ci si domanda perché si pensa o si canta. Lo faccio e basta, è questione di consapevolezza e di apertura. Io mi apro agli sguardi interessati e disinteressati degli altri. In fondo solo quando sarò davvero sereno tutto questo avrà una sua consistenza, un suo perché, un suo corso sincero piuttosto che uno forzato come in questo momento. Qualcosa è cambiato, qualcosa è passato ed io sto ancora camminando. Che sia un buon segno?

lunedì 17 settembre 2012

Rompiamo il silenzio!

Rosa bianca

E’ la purezza, il suo colore, che mi spingono pian piano a comprendere i silenzi che mi circondano, come se fossi stato io a volerli, a desiderarli. Ho sempre odiato le mezze parole o quelle non dette, spesso abbandonate dentro frasi che non si risolvono e rimangono sospese come un accordo dissonante. Non ho voluto io tutto questo, ho ricercato il contrario, il rumore forse, il suono forte e rimbombante nella testa, nelle orecchie. Cosa è rimasto? Solo il solito silenzio, imperturbabile. Torno sui miei passi in questi giorni che ho dovuto affrontare durissime prove emotive, sentimentali, legate al cuore. Dure prove che mi hanno fatto comprendere quanto io possa fare con le mie forze e quanto io sia vero. Sembrerebbe un inno alla mia potenza ma invece è solo la semplice richiesta di aiuto e di rottura del silenzio. Bisogna parlare, esprimersi per molti aspetti per farci comprendere. Spesso accade il contrario. Mi scontro con antiche sensazioni e capisco che non c’è niente, non sento niente, non vedo niente e vorrei. Nel bene o nel male io lo vorrei. Ma so benissimo che richiedere una cosa è molto pericoloso perché la potrei ottenere e non saprei come gestirla. Così resto in ascolto con la speranza che il silenzio che mi circonda non sia la punizione che merito, per come la vedo io, ma che possa farmi sentire qualcosa che ancora non mi è chiarissimo. Sono petali che sostengono il fiore, sono frammenti di un solo grande e forte sentimento. Sono bianchi e puri e gridano al mondo la loro forza e il loro bisogno di non restare soli. Io sono come loro, sono dentro di loro, sono parte di loro. Grido ma nessuno mi ascolta, grido più forte allora ma sembra che tutti in questo momento si siano dati appuntamento per dimenticarmi. E allora non smetto, grido ancora una volta. Basta col silenzio, basta con le parole dette a metà, basta con le frasi smorzate. Non posso far altro che aspettare, aspettare che qualcuno riesca a sentire la mia voce, in questo mare di frastuono nonostante io grido.

giovedì 30 agosto 2012

Il retro della medaglia

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Noi cambiamo continuamente. La gente cambia in continuazione, dovremmo saperlo, dovrei saperlo. Non mi aspettavo niente o forse avrei dovuto aspettarmi un riconoscimento in più dato che ho fatto della mia vita un modo per dedicarmi agli altri. A cosa è servito? Oggi ricevo spesso dei rifiuti, sociali o mentali, non perché io faccia qualcosa di particolarmente spregevole o perché io stesso sia cattivo; piuttosto imbarazzante pensare che tutto è legato esclusivamente alle persone che incontriamo. Io ne ho incontrate di assolutamente assurde al punto che, ultimamente, ho conosciuto due gioielli che mi fanno sentire bene e strano contemporaneamente, perché non sono più abituato alla delicatezza, al rispetto e alla gentilezza. Sono tuttavia contento che le cose cambiano in modo assolutamente repentino e ci portano a modificare tutta la nostra esistenza in un solo attimo. Per questo riprendo il mio viaggio, quello che pensavo per un attimo si fosse fermato, forse per farmi contemplare il paesaggio per poi riprendere a forza una nuova sfida della mia esistenza.

Come una foto in negativo, dove alla fine riesci a percepirne i dettagli solo se la fissi per un minuto e poi rifletti l’immagine sul muro bianco…ho trovato in risposta solo silenzi ed ora sono davvero stanco di recitare la parte del buono che non sarò mai fino in fondo. Siamo umani, pieni di sfaccettature, siamo brillanti e pieni di talenti, dobbiamo solo avere il coraggio di lottare per la nostra serenità, la nostra felicità. Ancora in viaggio…

giovedì 26 luglio 2012

Perso nella natura

Ogni giorno io, come tantissime altre persone, mi perdo nei ritmi che la società ci impone: corriamo sempre per raggiungere il posto di lavoro, per fare la spesa, per mangiare e non ci accorgiamo di come e quanto tempo sprechiamo.
Dopo un po' di tempo finalmente è arrivato un viaggio, una pausa per riflettere e riappropriarsi dei tempi giusti, del ritmo giusto che mette in sintonia la testa e il cuore. Attraverso svariati spettacolari paesaggi e costruzioni abbandonate, rovine e castelli, ponti e fiumi, ho ritrovato il tempo perduto e mi sono riappacificato con me stesso. Forse perché talvolta siamo talmente presi dalle cose e le persone che ci circondano da non capire che ci stiamo perdendo. Mi sono ritrovato. Respirando aria nuova e intensa, ascoltando gli altri sconosciuti incontrati per caso, aprendomi e parlando a mia volta, consapevolmente felice nello scoprire che non c'è niente che non vada. Sereno.
E' un po' la rappresentazione di alcuni momenti della vita, il ponte, il tramite che va attraversato, nonostante il fiume in piena e i detriti che danno degli scossoni al nostro passaggio. Bisogna attraversarlo con tutta la forza e la volontà di cui siamo capaci, senza guardarci indietro come spesso capita. Dobbiamo lottare per un piccolo passaggio, ma è quello che facciamo tutta la vita per ritagliarci un pezzetto di felicità.
Mi sono perso, piacevolmente, nella natura. Ho portato un pezzetto di cielo, di terra e di aria dentro di me, ricordando pure la lenta e vellutata pioggia che mi ha accarezzato per qualche giorno e, sussurrando, mi ha invogliato ad andare avanti.

sabato 9 giugno 2012

Senza controllo

Ed ora che cosa succede?
Lacrime, lacrime...dentro, fuori. Occhi rossi, di fuoco, bruciano intensamente come scintillanti raggi di sole penetranti.
Fuori controllo, la mia mente pensa e vaga lontanissima, anni luce di distanza dalla realtà. Io immobile, parole che mi attraversano il corpo e i pensieri ma non ci sono, sono lacrime che scendono e nient'altro. Ho accumulato l'odio dentro, i movimenti lenti di una palla che rimbalza e poi sempre più velocemente verso terra.
Lacrime, aride scie intrise di sangue che lasciano i solchi sul viso.
L'odio e il rancore, pensieri morti e risorti, sopravvissuti e vividi nella mia testa.
Sono vuoto, arido, spento. Lo sguardo mi abbandona, il silenzio si impossessa ancora una volta di me ed io, lo sento forte dentro, non sono morto ma in quello stato di coma che mi annienta e mi esclude dal resto del mondo. La gente mi parla, io non ci sono non ascolto, aspetto ma non parlo, nego e non parlo. Silenzio.
Fuori controllo, senza controllo, il mio pensiero che vaga alla ricerca di qualcosa di piacevole, un sorriso che non trova, un momento felice che in quell'istante non si fa vedere.
Lacrime, scendono come lame che sfidano il vento e vanno a conficcarsi nelle guance smorte e sofferenti. Lacrime che non si fermano davanti a niente, neanche davanti agli sguardi immobili e indecifrabili di chi non capisce e non parla, non dice niente, osserva a disagio.
Cosa succede?
E' l'odio, la rabbia e il peso di mille ricordi e pensieri angoscianti che si sono dati appuntamento in questa danza di lacrime che tormentano il mio volto, torturano il mio sguardo, rossastro, le palpebre mezze chiuse per il male e la tristezza. Malinconia, dolore e sensazione di inutilità. Proprio il momento sbagliato per chiedersi cosa ci faccio qui, dove vado partendo da qui. Proprio il momento sbagliato per interrogarsi. Ho passato il tempo a frenarmi, tirare il freno il più possibile perché non esploda quel che ho dentro ed ora, come l'inconsapevole attore di una tragedia che scopre, alla fine, di essere lui l'assassino, eccomi qui davanti al mio odio incontrollabile.
Cosa succede adesso?
Senza controllo la mente non può fare molto, come una lama che non ha direzione.
Il controllo arriverà ma non adesso, ora è il momento delle lacrime e solo questo.
Ma domani purtroppo il mio odio sarà un tutt'uno con l'amore e insieme diventeranno me.
Sono io, sboccio, vedo il sole e poi l'ombra. Cammino di giorno e a notte fonda.
Sono io, incontrollatamente sotto controllo.

martedì 15 maggio 2012

Una nuova storia

 Il tempo passa davvero in fretta ed io mi ritrovo con un foglio di carta bianco davanti agli occhi, pronto a scrivere come un fiume in piena che attraversa per la prima volta quello che diventerà il suo canale, il suo percorso. Sono ancora una volta come in piena, pieno di idee, pieno di informazioni da trascrivere nonostante io non abbia ancora capito verso dove mi porta la corrente.
Consapevole di aver affrontato delle scelte e avere finalmente deciso per me e per chi sta dentro o fuori dalla mia vita, cresco grazie alle pochissime persone che mi incitano ad andare avanti, a scrivere o cantare, a comporre una storia o una canzone. Sono persone che mi amano e alle quali io tengo in modo particolare. Sembra banale sentirsi dire "bravo" dopo che hai fatto leggere un tuo pensiero, ma quella piccola parola mi serve e mi aiuta a proseguire e migliorare nel tempo il mio mondo, quel piccolo mondo che mi sono costruito con fatica. Il più delle volte regalo i miei pensieri a chi non sa leggere, a chi non vuole ovviamente per paura di riscoprirsi vuoto e stupido; e così resto solo con i miei silenzi e le mie inventive che copio dal mio inconscio.
Speravo in qualcosa di più, più entusiasmo, più collaborazione, più partecipazione e invece la gente invidia inutilmente il mio lavoro, le mie iniziative quasi lo facessi per spiazzare tutti, per esaltare solo me stesso.
E' il mio destino: solo nel mio mondo, lontano da tutti perché è così difficile comprendermi e starmi vicino.
Ma non ho paura, anche se soffro un poco va benissimo così.
Posso contare su poche persone, pochissime ma che bastano nonostante il mare che scorre nel mio cuore.
Sono ancora in movimento, sono pieno di risposte e pensieri contrastanti che ancora una volta mi aiuteranno ad arrivare al capitolo successivo della mia vita.

venerdì 27 aprile 2012

Lei, ha compreso tutto!

Ha compreso tutto! Finalmente, oltre le mie aspettative e le mie paure, lei ha capito tutto. Ha pianto a distanza per tre lunghi giorni davanti ad una triste realtà, così come ho fatto io nello stesso istante. Poi ha pensato e ripensato e mi ha detto decine di volte che mi avrebbe voluto parlare, per essere chiara o per capire...
Alla fine non l'ha mai fatto. Si è soffermata sul fatto di abbracciarmi e di sussurrarmi che in qualsiasi luogo, in qualsiasi modo, mi avrebbe voluto bene. "L'importante è che tu sia felice" mi ha detto e per me questo cancella milioni di ore di sofferenza e di paura. Tutto spazzato via in un istante. Consapevole di poterla avere vicino senza il dubbio di dover mentire ancora, di dovermi nascondere ai suoi occhi. Il suo cuore perfettamente sintonizzato al mio, con la voglia profonda di sentirmi vicino e gioire della mia gioia. Nessuno potrà mai cancellare o distruggere la delicatezza con la quale io e lei ci guardiamo ancora oggi negli occhi, con cui comunichiamo silenziosamente. Nessuno potrà dividerci perché io e lei siamo pieni di quei sentimenti che ci distinguono dal nulla. Quell'amore che solo io e lei sappiamo dare agli altri e che pochissime volte riceviamo in cambio. Lei ha compreso tutto, oggi sono più felice e lo scrivo così da rileggerlo un giorno per rafforzare il mio umore quando non ci sarà motivo ancora una volta per potersi lamentare.

Ed ora?!


Ed ora dove andranno i miei occhi? Dove si poserà il mio sguardo?

Fino ad ora si è nascosto dietro la rugiada, dentro un raggio di sole e sotto il silenzio di corpi anonimi. Ora, quando credevo che tutto fosse finalmente perfetto, ecco che mi ritrovo a decidere, una nuova strada da intraprendere o un passo indietro da rifare.
Cerco, ascolto, penso. Come se fosse utile a qualcosa. Non ho perso la speranza, nonostante il cuore mi batti in gola, nonostante ad ogni respiro vorrei contrapporre una reazione completamente diversa da quella che ho di solito. Dentro le parole so che molti possono non leggerci nulla, del resto il mondo è pieno di persone che credono di essere intelligenti e di avere una testa che non usano poi; peccato che alla fine restano solo silenzi e la gente dimentica di quanto bisogna essere umili per poter comprendere la vera realtà.
Sapere di non sapere tutto, restare umili nonostante i trabocchetti.
Ed ora il mio pensiero dove può andare? Dove vuole volare la mia anima e la mia nostalgia?
Ora che, ancora una volta, il mio cuore è semplicemente sereno e non ci sarebbe motivo per sconvolgerlo ulteriormente...

venerdì 23 marzo 2012

Basta poco

E' passato un po' di tempo da quando non provavo la sensazione di vuoto o la mancanza di terreno sotto i piedi. A volte ritorna. Un po' per colpa mia e un po' per colpa del fato. Ho piacevolmente scoperto che sono cresciuto, aperto e amplificato moltissimi punti di vista e anche le mie reazioni così come la mia forza si sono aggregate. Posso sorridere, a volte piangere che fa bene pure quello. La paura a volte è di non saper cosa dire in certe situazioni, ma sto andando bene, ci metto il cuore in tutto quel che faccio.
Ho scoperto piacevolmente di essere sensibile nel tempo e di aver mantenuto quasi intatto quel lato di me al quale tengo fin troppo. E' una gioia continua, sentimenti contrastanti che mi aprono un mondo nuovo, del quale non pensavo avrei mai fatto parte. Un gruppo, una squadra, un pensiero comune che volge lo sguardo verso nuovi orizzonti. Nuove scoperte e nuove prove sempre dietro l'angolo. Io spero che tutto mi porti da qualche parte e che il mio sforzo non sia vano. Sono certo che molti possano apprezzare o disprezzare, ma la vita in fondo non può essere uguale per tutti e non tutti ci possono amare per quelli che siamo diventati o che saremo domani. Io sono sempre pronto, aperto, disponibile e altre volte chiuso, scontroso e talvolta acido. Ma è questo quel che conta: essere se stessi in tutto. Quasi impossibile ma se si vuole, basta poco per potersi aprire e finalmente viversi la vita per quel che si è realmente.
Il tempo passa, le speranze no... rifiorisco!

venerdì 10 febbraio 2012

Su e giù

Ogni cosa va affrontata. E' un'altalena che ci porta avanti e indietro o forse è come salire e scendere dalle scale, forzatamente. Si perdono le forze a volte e ci si chiede come mai la vita ci mette di fronte a certe situazioni da affrontare per forza. Non esistono risposte concrete a certi misteri, non esiste una regola per poter affrontare gli imprevisti. Posso solo andare avanti e indietro, metterci tutta l'intensità di cui sono capace. Spesso resto solo, sento il silenzio che mi circonda e solo in quel momento mi accorgo di cosa accade veramente intorno a me. C'è silenzio, un silenzio così profondo che solo io conosco e affronto ogni giorno, da anni, fin da piccolo. Lo affronto e mi affonda dentro, fin dentro i pensieri più nascosti del cuore e della mente e paradossalmente mi tiene compagnia.
Cosa dovrei fare? Mi aspetto troppo, è sempre la stessa storia, ma non mi arrendo e mi rendo conto che tutto si muove con intensità in base alla mia. Sarebbe troppo semplice ma la semplicità è la vera spiegazione delle cose e degli eventi. Tutto accade con semplicità soltanto che la gente non vuole rendersene conto e non ha intenzione di capire. Tutto scorre, mentre il silenzio attanaglia chi lo può e vuole ascoltare ed anche se io vorrei liberarmene so che è sempre lì, in un angolo che mi osserva e prima o poi si farà presente e vivo, nitidamente dentro di me. Io lo sento. Lo percepisco come il migliore amico della mia esistenza e lui silenziosamente mi parla e mi ascolta torturandomi ancora un poco. La psiche, che strana prestazione inesplorata. Fa parte di me, non posso comprenderla fino in fondo se non nel momento determinante della mia follia. Basterebbe così poco ma forse non tocca a me farlo presente.
Aspetto, aspetto...arriverà il momento in cui io e la mia solitudine saremo davvero una cosa sola e solo in quel momento non ci saranno più scuse per tutto il resto, rimarrà la verità nascosta, rimarrà l'amaro in bocca per chi non ha avuto tempo, per chi non è riuscito a capire, per chi purtroppo si è lasciato sfuggire anche l'ultimo momento per evitare l'inevitabile silenzio.