Ogni giorno che passa, accolgo sempre nuove sfide. In questo silenzioso angolo dell'universo mi metto sempre in discussione. Ancora una volta in fermento, la mia mente continua a muoversi contemporaneamente al cuore. Ne sono felice, sono sereno e mi trovo proprio bene a sapermi in questo stato.
Nella vita ci aspettiamo spesso troppo dagli altri, quegli altri che alla fine non fanno e danno niente, assolutamente niente. Così dobbiamo rimboccarci le maniche e comprendere di dovercela fare da soli.
A questo punto della storia io vado avanti. Pensavo di essere uno dei tanti e mi sono imposto di esserlo, ma certe volte capisco che ho dei doni che non posso mettere via, lasciarli in un angolo e dimenticarmene. Ecco perché scrivo o canto o suono, per questo motivo.
Ed ora che gli anni passano, più consapevole delle mie scelte, del modo e del mondo in cui vivo, cerco di mostrare quel che posso con la mia umiltà.
Ancora in fermento, con nuovi progetti. Ogni tanto qualcuno mi osserva e vede cambiarmi d'umore, mi apro e sorrido mentre prima ero freddo e distaccato. Sono sereno, ma in fermento per andare avanti e creare qualcosa. Qualcuno leggerà, altri resteranno in silenzio un po' spaventati da questo mio mondo che li travolge.
Non so l'effetto che fa, non sono mai stato travolto io. Mi piacerebbe, lasciarmi sconvolgere piuttosto che restare solo coi miei pensieri. Ma il mondo e il destino qualcosa ci offrono e noi dobbiamo inequivocabilmente prenderlo!
Se qualcuno vi fa del male ripetutamente, lasciatelo stare: forse non vuole condividere la sua vita con voi, sia esso un amico, un parente o un conoscente.
mercoledì 5 ottobre 2011
martedì 20 settembre 2011
LO SQUILIBRATO - BLACK EDITION -
E' con grande piacere che vi presento il mio nuovo libro:
LO SQUILIBRATO BLACK EDITION. In questo nuovo capitolo della serie "Lo Squilibrato" ripercorreremo le azioni di Jeorge Linton attraverso gli occhi di una nuova protagonista, Alexa White, che ci guiderà fino alla comprensione dell'incredibile piano di Black.
Nei precedenti capitoli si aveva l'impressione che il protagonista uccidesse delle persone senza un motivo valido, causato solo dalla sua psiche. In questo ultimo e decisivo libro, invece, si scoprirà la sua arte, il suo piano messo in piedi alla perfezione e diretto con maestria superiore, degna di una mente fuori dal comune.
Per ulteriori informazioni visitate il sito:
Fabyo's Store
sabato 6 agosto 2011
Ho sfiorato la tua mano
Con la punta delle dita, ho sfiorato la tua mano.
Con il mio sguardo lento ma preciso ho osservato i tuoi movimenti, sperando di non aver rovinato quell'intesa intensa e straordinaria che abbiamo creato nel tempo.
Ho percepito il tuo dolore e l'ho fatto mio, l'ho contemplato e così anche tu con me.
Alla fine ho sentito il tuo calore, l'amore e la stima che qualcuno vuole distruggere invano.
Con tutto il corpo e anche con la mente ho sfiorato la tua mano e ho sentito che è sempre la stessa, leggera e presente, silenziosa ma pesante.
Il tuo profumo invade i miei pensieri e i tuoi occhi fanno da padroni alle mie paure, dissipandole. Vorrei difenderti in eterno e riuscire ad allontanarti da chiunque cerca di maltrattarti...
Con il mio respiro ho sfiorato la tua mano e con la speranza rinasce un sorriso.
domenica 12 giugno 2011
Uno sguardo all'orizzonte
Era giusto il momento di alzare la testa, guardare avanti.
Arreso alla consapevolezza, stremato dagli strascichi di una vita.
Uno sguardo avanti, il cielo sulla faccia, il vento sulla testa.
Arreso alla consapevolezza, stremato dagli strascichi di una vita.
Uno sguardo avanti, il cielo sulla faccia, il vento sulla testa.
A volte è proprio difficile accettare la realtà o meglio, uscire dall'irrealtà, qualcosa per la quale hai lottato tutta la vita e ti accorgi che non esiste.
Le tue continue lotte per rivendicare diritti o per cercare di trattenere a te amici o parenti che in effetti non sono mai stati dalla tua parte. Ti senti sconfitto in un primo momento perché li scopri falsi, irreali e ancora una volta ti accorgi che l'unico "pesce fuor d'acqua" eri solo tu. Tu che hai creduto per tutto questo tempo di poter contare su e per qualcuno; tu che li osservavi sospirando e sentendoti così fortunato; tu che avresti dato tutto per loro...
Un giorno ti svegli, finalmente, continuando ad essere consapevole che non c'è proprio nessuno sintonizzato con te e la tua vita e lì capisci di essere stato sempre solo e che tutto quel che hai fatto lo hai creato dal silenzio.
Finalmente un sorriso prende il posto della tristezza sul tuo viso, un sorriso che ti indica il cielo e il sole, un sorriso che ti fa guardare avanti senza l'illusione di dover contare ancora su persone che invece di darti una mano ti mettevano il bastone fra le ruote. Ora sei libero e non hai legami con loro.
Ora sei te stesso e puoi fare di testa tua senza la terribile convinzione che qualcuno ti voglia manovrare. Ora gli altri possono solo gioire o meno della consapevolezza che lentamente sboccia da te.
Uno sguardo avanti, sempre avanti, senza distrazioni e nella massima semplicità.
lunedì 18 aprile 2011
Sono niente
Sembra un poco come l'aria, questa sensazione che da giorni mi ruota intorno.
Non riesco nemmeno questa volta a spiegarmela. Parte da dentro, nasce da dentro. E' strano pure sentire in mente certe canzoni che non mi venivano da anni. Le immagino perfettamente, parole e musica come fossero scandite dalla mia memoria attualmente perfetta.
Tutto molto tranquillo, un mare di pace che mi inghiotte ed io non posso fare niente, assolutamente niente.
Sono niente. E' tutto. Non posso muovermi, come legato, come imbavagliato e intorno sembra che tutto vada verso qualcosa che in realtà non esiste. Qualcuno ci ha abituati a vedere tutte le cose come possibili e reali ma nessuno ci ha mai voluto svelare i progetti della nostra mente, della coscienza.
Ma noi tutti siamo coscienti? Credo di no.
Per primo io, che mi nascondo dietro mille facce e a stento mi ricordo davvero quale sia la mia. Eppure in quel frastuono ai quali siamo abituati, trovo sempre un attimo per riflettere e per la tristezza che non è del tutto legata a me. In fondo si tratta degli altri, di come vorrebbero trasformarci, di come vorrebbero cambiarci a loro piacimento e noi siamo ormai privi di esprimerci al meglio.
Nonostante la stanchezza, ormai passo da qui come se volessi trovare qualcosa che non troverò mai, perché so già che non lo troverò mai.
Preferisco rimanere nell'ombra ed io stesso un dettaglio velato piuttosto che il motore di qualcosa di brutto che possa cambiare o voglia cambiare con le menti degli altri.
Comincio così, delicatamente, ad avvicinarmi di più a me stesso, distaccandomi un pò di più da tutto il resto...in fondo facciamo una telefonata per sentire qualcuno a cui pensiamo e così come mandare una lettera o una email...un messaggio...se tutto questo non accade, nel più assurdo e semplice dei ragionamenti, significa che non siamo pensati. Purtroppo, a volte, qualcuno si ferma e ci pensa e quando in quel momento non accade nulla...si chiude.
Non sono chiuso, ora lo so, sono forse uno tra i più aperti mentalmente, ma paradossalmente uno dei più chiusi nella comunicazione.
Viviamo delle mode. Ci indirizziamo lungo il gregge ma ci accorgiamo piuttosto spesso che non ne facciamo parte. Tornare indietro è quasi impossibile ma almeno, di sicuro, possiamo cambiare strada!
Notte.
martedì 12 aprile 2011
Stremato dalla battaglia!
Mi sono addormentato dolorante. Cadendo in un sonno profondo, mi sono ritrovato all'interno di una casa di parecchi piani.
La casa era possente ed io salivo verso la terrazza.
Ad ogni piano dovevo lottare contro qualcosa o qualcuno, come se parti del mio carattere si materializzassero. Ne ho prese tante e date tantissime...
Continuavo a salire e scontrarmi con persone che mi rassomigliavano sempre di più, sfigurati, armati, violentissimi. Alla fine sono giunto al soffitto, ricordo benissimo la sensazione di sudore scendere da ogni parte del capo fino ai piedi. Ho sentito la forza e il dolore insieme, come se ad ogni scontro assorbissi l'essenza di chi battevo e col quale mi confrontavo. Solo in quel momento, sulla terrazza, un altro me altissimo e grosso tre volte di più, armato con qualcosa che era agganciato al corpo, mi si è scagliato contro.
Per la prima volta forse ho davvero capito cosa significa sentirsi sventrare. Ad ogni modo non mi sono dato per vinto e mentre le lacrime scendevano fino a sfinirmi e le urla facevano tremare le fondamenta del palazzo, ho finalmente sconfitto l'altro che è cessato al suolo.
Quando mi sono svegliato questa mattina, tutto era nitido. Ho compreso solo in quel momento che ho combattuto contro il mio ego o con qualcosa di talmente profondo da averlo rimosso in qualche modo. L'importante è prendere coscienza di qualcosa che in fondo non volevo ricordare o affrontare.
Potrebbe essere il resoconto di una storia fantastica...non c'è da meravigliarsi che abbia una fervida immaginazione, ma è innegabile che io viva in prima persona delle esperienze fortissime e, secondo me, talmente fantastiche da destare il sospetto e l'invidia di altri. Per questo mi alienano, per questo mi evitano. Hanno paura di essere spiati, scoperti, compresi...l'uomo è un essere solo che cerca in tutti i modi di sentirsi onnipotente, ma non è così purtroppo.
La realtà vuole che ognuno di noi trovi una via, un percorso. Io non so se l'ho trovato ma almeno comincio a capire che il profondo pensiero che porto dentro è tutt'altro che semplice da esprimere e da sopportare. Ma non per questo mi fermerò.
Qualcuno ogni tanto si desta in piedi e pensa di aver capito tutto all'improvviso. Io, dal canto mio, ho solo vinto una battaglia ma sono solo all'inizio.
lunedì 11 aprile 2011
Don't let the moment pass...
Vorrei tanto non lasciar passare ogni singolo momento.
Vorrei trattenerlo fra le mani e senza dire niente, gioirne.
Vorrei assaporare un profumo, cogliere un fiore e osservarne il colore intenso.
Vorrei, fortemente saprei trattenere l'emozione forse dentro di me.
Alla fine poi, vorrei profondamente svanire al posto di quella sensazione.
Vorrei trattenerlo fra le mani e senza dire niente, gioirne.
Vorrei assaporare un profumo, cogliere un fiore e osservarne il colore intenso.
Vorrei, fortemente saprei trattenere l'emozione forse dentro di me.
Alla fine poi, vorrei profondamente svanire al posto di quella sensazione.
Ascoltando le note di una delle più belle canzoni di Alan Parson, mi ritrovo a percepire le sensazioni di quando l'ho scoperta. E' come se la mia mente avesse registrato la melodia, le parole, i profumi del luogo in cui l'ho sentita per la prima volta. Tutto è rimasto immutato ed è strano ogni volta rivivere tutto questo. La mente è improbabilmente una macchina funzionante.
Ci tira brutti colpi, ci fa certi scherzi che non immagineremmo mai. Eppure accade...
Inutile pensare troppo. Non serve. Agire? Peggio. Forse ci vuole solo un angolino in cui andare a piangere ed ogni tanto risalire giusto per respirare o prendere un piccolo sorso di fiato. Penso non serva nemmeno più questo. I periodi sono più o meno come le strade: vanno affrontati e si superano in un modo o in un altro. E' divertente, drasticamente divertente, pensare che tutto questo è crudele. Hai un bisogno assurdo di parlare con qualcuno e non c'è nessuno che sta a sentirti. In mezzo ad un mare di gente, tutti parlano, dicono una serie di cazzate, e non ascoltano...l'unico agonizzante della storia che grida aiuto e che nessuno ascolta.
Accade certo. Non era il momento giusto, credo, ma accade.
Come in un lungo rimbalzo, cado e poi rimbombo. Intontito dal colpo e dalla caduta sicuramente cerco di farmi forza e riprendere il cammino. Vado avanti nella totale indifferenza. Gioco un pò con la mia mente che puntualmente mi manda a fare in culo. Ci gioco ancora, mi diverte. Tutta questa intelligenza mi porterà da qualche parte...o no? Preparati Dio, un giorno, proprio quello che hai scelto per me, per il mio radioso viaggio, io verrò da Te a porti una serie di domande alle quali adesso sarebbe davvero assurdo dare una risposta. Senza spiegazione.
Guarda come mi sono ridotto: scrivo su un diario dove tutti possono leggere, dove nessuno vuole dire niente, dove tutti fingono di poter fare qualcosa che non vogliono davvero. Ed io? Io sto cercando...risposte? No, quelle me le darai Tu. Cerco qualcosa che non so cosa sia, ma cerco. Almeno è un modo per tenere impegnata questa testa di cacchio che non vuole fermarsi!
Potrei scrivere fiumi di email...ma fino a questo momento nessuno ha mai risposto, non in tempo, reale o meno, non c'è nessuno. Strano, a volte basta così poco, davvero così poco da non sentire nessuno. Nessuno che creda una email capace di cambiarti umore o la vita nell'immediato futuro.
Deduco che sono noioso, patetico, isterico, triste e timido, illuso e solitario. Ma se riuscirò a fare il punto di forza della mia solitudine, sono sicuro e presuntuosamente certo che non avrò più la possibilità di aprirmi con nessuno.
Farò bene?. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Non permettere che questo momento passi così e che la tristezza prenda il sopravvento sul mio cuore. Ma allo stesso tempo, non permettere che questo momento venga sciupato dai miei soliti ideali, dall'ipotesi di un futuro migliore quando non sarà così; un modo per esorcizzare questa rabbia deve esserci.
Indicami la strada, ovunque, comunque, io la seguirò perché nonostante i tentativi, rimango sempre il solito piccolo essere umano buono.
Notte.
Iscriviti a:
Post (Atom)