venerdì 26 febbraio 2016
E gli tenevo la mano
Mentre a letto soffriva io ero lì e gli tenevo la mano, non potevo fare altro. Gli accarezzavo il volto e gli tenevo la mano come a trasformare i ruoli di padre in figlio e viceversa. Questa è l'atrocità della vita, del nostro assurdo destino. Ripenso al suo atteggiamento, dolore, agonia, lamenti, i suoi movimenti molto simili ad un feto, la sua posizione scolpita nella mia mente. Forse il mistero è lì, morire per rinascere, ricrescere, rivivere in qualche modo. Il suo fiato, sì, ricordo anche il suo fiato, come tantissimi anni fa, come fosse tornato bambino e il profumo del suo alito si fosse trasformato in quello del nuovo bambino che sarebbe nato.
Lo spero, sì, io spero che da qualche parte abbia potuto gioire e rinascere, sorridere e vivere, respirare.
Il resto è ancora silenzio che porto gelosamente dentro di me e che in qualche modo condivido con lui...
giovedì 13 agosto 2015
mercoledì 10 giugno 2015
Se mi fermo
Eppure a volte io resto in ascolto. Penso.
Se mi fermo mi ritrovo ad osservare un mondo frenetico che corre, corre e corre non si sa bene per quale motivo. Corre per superare gli altri e sé stesso. Corre per scavalcare i livelli e raggiungere la vetta, corre per sentirsi in qualche modo appagato dalla propria potenza e realizzazione.
Non solo ho ricevuto molteplici volte delle porte sbattute in faccia, ma ho preso coscienza del fatto che a volte non ce la faccio, non riesco, semplicemente non ci sono riuscito. In molte cose mi sono lasciato andare, arreso, deluso. Ma grazie a questo, ho potuto conoscere altre sfumature del mondo, altre persone, altri pensieri che prima non mi sfioravano lontanamente.
Il mondo sfreccia ed io, a volte, mi lascio spettinare dal suo rapido passaggio.
Altre volte tento di correre anche io, sorridendo per l'assurdità di certe sfide, di quei momenti che tutti desiderano la stessa cosa, il potere, l'arrivo, quando sarebbe più che sufficiente fermarsi e godersi il panorama.
Siamo come involucri da riempire e non siamo mai abbastanza pieni, di esperienze, di sentimenti, di cultura e di emozioni. A volte mi sento pronto a chiudere la scatola, come se non volessi più continuare a correre e mettere dentro qualsiasi cosa mi capiti sul cammino. Pazzia? Forse.
Riflessione, sicuramente. Riflettere per vivere meglio e per accontentarsi di quel che si ha e dove si è.
La solita equazione: se c'è chi sta peggio di me, allora io sono fortunato.
Non tutti la pensano così, anzi, credo proprio che i principi fondamentali dello sviluppo mondiale siano di idea differente. Non credo di essere l'unico a fermarmi, il solo in un angolo ad osservare tutto. Non giudicatemi se sono diverso, in un mondo dove sembra ci si debba conformare per forza.
Sono solo un piccolo pensiero, piccolo e delicato, in disparte, che ha solo voglia di restare in silenzio!
giovedì 31 luglio 2014
Anime Innamorate
“Non è mai semplice scrivere su un foglio di carta bianco”, è una frase alla quale penso spesso. L’ha pronunciata mio fratello, una volta, quando ha letto uno dei miei libri. Forse avrebbe voluto congratularsi, ma non trovando le parole, probabilmente voleva incoraggiarmi a non smettere di scrivere. Ho continuato infatti.
Anime Innamorate narra una storia d’amore, due anime che si inseguono nel tempo. Il libro è diviso in tre capitoli.
Il primo si svolge nel 496 in Scozia, l’età del ferro nel medioevo con il popolo dei Pitti, guerrieri e sadici, alla conquista del territorio. In questo scenario di guerra si incontreranno, per la prima volta, i due innamorati. Lotteranno per un destino avverso e si spingeranno oltre la morte per riunirsi.
Il secondo capitolo, ambientato in Francia, soprattutto al palazzo di Versailles nel 1770, sotto il dominio della regina Maria Antonietta, svelando intrighi e continui colpi di scena che alimenteranno la storia delle due anime, sempre più vicine. Combatteranno ancora una volta per raggiungere la loro unione.
Il terzo capitolo si svolge a Verona ai nostri giorni. Lo scenario è ovviamente più attuale ma ricco di sorprese che renderanno la storia sempre molto intrigante e ricca di riferimenti ai capitoli precedenti.
Potete leggere l’anteprima a questo indirizzo: anteprima.
lunedì 2 settembre 2013
Un tema “scottante”
Il mio nuovo libro, uscito da pochissimo , tratta un tema scottante, almeno così credo e non solo io. Purtroppo nonostante la tecnologia, l’avanguardia in moltissimi campi, rimaniamo molto statici su alcuni temi difficili, dall’omosessualità alla violenza sulle donne, dalla lotta per i diritti fino alla terribile costruzione di nuove armi per la guerra. Moralismi? No. Semplicemente una riflessione su uno dei temi più controversi dei nostri tempi, uno di quelli sui quali ancora ci sono troppe idee discordanti. L’omosessualità in questo libro viene affrontata proprio nel momento in cui il protagonista tenta di dichiararsi alla madre, la quale è sempre sfuggente e non vuole ascoltare. E’ un libro ironico, anche se mette in risalto anche momenti drammatici, ma non dimentica l’ironia nell’affrontare un tema che tutti o quasi conoscono ma che spesso ignorano. Molti si chiedono come dire certe cose ai propri genitori, non vorrei certo prendermi i meriti per l’idea, peccherei di presunzione, ma potrebbe semplicemente bastare un libro da far leggere, ai genitori per capire, ai nostri figli affinché si rendano conto che il mondo cambia e non è necessario che tentino il suicidio per una cosa del genere. Dovrebbero solo riflettere e aprirsi senza paura. La reazione iniziale non è mai giusta, buona e ci si potrebbe sentire soli, ma col tempo la gente, la famiglia può amare i propri figli ascoltandoli in quanto tali, a prescindere dai loro gusti sessuali, ambientali, culturali. Un racconto intenso, accompagnato da una colonna sonora pensata, vissuta, fino all’esplosione finale.
venerdì 15 marzo 2013
Cambiare
Ci sono persone che non cambieranno mai, che non capiranno mai; si ostinano a vivere dentro un mondo fatto su misura che non diviene ma rimane immutato nel tempo, fuggendo la realtà e lasciandosi alle spalle ogni possibile margine di errore. Forse occorre dare qualche possibilità in più a noi stessi, cambiare atteggiamento e idea sugli altri. Quante volte l’ho fatto. Ho perso il conto ormai. Ma non è servito. Alcune persone si ostinano a rimanere le stesse e alla base di tutto, ho imparato a mie spese, c’è il desiderio di stare insieme, vicini, amici. L’amicizia è diventata una parola troppo astratta e la paura che il mondo sia diventato cinico e distaccato purtroppo è sempre più attuale. Ed io scrivo.
Sento il cambiamento entrare a far parte del mio presente, come una lama si avvicina fredda alla pelle. C’è un filo di pessimismo nel mio discorso, ne sono consapevole, ma c’è anche tantissima speranza. Spero nel futuro che verrà, nel mondo che ancora devo conoscere e nelle possibilità che la forza suprema vorrà darmi. Spero che ci sia davvero qualcosa di migliore, gente migliore, capace di comprendermi, capace di volermi bene per come io spesso e gratuitamente ne voglio.
A volte occorre però distaccarsi dalla consuetudine, per comprendere chi siamo veramente, aspettando che qualcuno ci contatti solo per capire se ci tiene a noi; e quando il silenzio si fa possente non ci rimane altro che tacere ed andare avanti, ancora una volta a testa alta, ancora una volta con la speranza di cambiare per un futuro felice.
domenica 10 febbraio 2013
La speranza nel viaggio
Spesso si è convinti che un viaggio possa portare buone nuove. Succede soprattutto quando si vuole in un certo senso scappare dalla realtà, un po’ come accade ogni fine anno: si pensa sempre che il nuovo anno possa portare dei profondi cambiamenti nella vita di ciascuno. Bisogna però comprendere che non sempre è semplice o possibile che accada.
Il tramonto ci mostra qualcosa che di solito non notiamo: la semplicità delle cose che ci circondano. E non solo questo; riesce ad illustrare le stesse cose sotto una luce diversa, che ci affascina ma che non comprendiamo a volte. Io continuo a scrivere e ricevere silenzi, fin qui qualcosa di “normale” per me. Ma prima o poi, quando davvero verrà fuori il vero significato di tutto questo, allora sarà sicuramente un viaggio a portarmi davanti nuove sfide, per comprendere cosa c’è oltre tutto quello che vivo in questi momenti. La gente non capisce o capisce appena. Il tramonto porterà sicuramente una luce diversa nelle cose di tutti i giorni ed io, ancora una volta, sarò pronto a scontrarmi con la realtà futura.